Prestiti dipendenti pubblici

Come funziona la cessione del quinto per i dipendenti pubblici e statali

Cos’è la cessione del quinto

Prestiti dipendenti pubblici, quando si parla di cessione del quinto si intende una modalità di restituzione del prestito vantaggiosa per i lavoratori dipendenti. Stiamo parlando quindi, di tutti coloro che possiedono un contratto di lavoro a tempo indeterminato o che abbiano superato il periodo di prova previsto di tre mesi. Questa opportunità di restituzione del prestito può rivelarsi utile anche per i pensionati che percepiscono una pensione con un qualsiasi ente previdenziale.

La cessione del quinto rientra nella categoria del prestiti  dipendenti pubblici non finalizzati e ciò significa che, nel momento in cui si effettua la richiesta, chi si serve di questa modalità non dovrà giustificare all’istituto di credito interpellato, la destinazione del denaro.

La cessione del quinto serve anche per i lavoratori dipendenti che rientrano nella categoria di cattivi pagatori, protestati o per tutti coloro che abbiano subito un pignoramento. In questo caso non tutte le banche concedono prestiti dipendenti pubblici a queste categorie ma, altri istituti di credito si assicurano la possibilità di restituire il prestito semplicemente prelevando un quinto dello stipendio direttamente dalla busta paga. È ovvio però, che in questi casi si vadano a stipulare delle polizze in grado di tutelare l’ente che eroga il denaro da un evento che possa pregiudicare il pagamento della rata mensile di restituzione del prestito.

In questo articolo andremo ad analizzare il funzionamento della cessione del quinto prevista per i lavoratori dipendenti privati e pubblici.

Prestiti dipendenti pubblici: la cessione del quinto per i dipendenti è davvero conveniente?

Per i lavoratori dipendenti pubblici e statali, richiedere la cessione del quinto è considerato un diritto regolato direttamente dal codice civile all’articolo 1260, dal Decreto del Presidente della Repubblica 180 del 1950, dal reg. attuativo del Decreto del Presidente della Repubblica di luglio 1950 numero 895.

Viene detto che il dipendente che opta per la cessione del quinto non può ricevere alcun rifiuto di pagamento dal suo datore di lavoro. Grazie a questa modalità di restituzione, dallo stipendio netto potrà essere ceduta una rata che non superi mai un quinto dell’importo netto totale dello stipendio. In questo caso la forza sarà proprio la stabilità prevista dal reddito. Il rimborso quindi, verrà versato direttamente al datore di lavoro. Sarà lui infatti, a trattenere al dipendente la rata. Questa procedura viene indicata sul contratto firmato dal richiedente con l’istituto di credito e per tutta la durata del finanziamento. Il datore di lavoro verserà all’intermediario finanziario la rata calcolata secondo una precisa procedura.

Cessione del quinto di dipendenti pubblici e statali

I requisiti previsti per accedere alla cessione del quinto

dipendenti pubblici e statali che accedono alla cessione del quinto sia pubblica che statale, dovranno godere di un’assunzione che sia almeno datata di tre mesi, avendo superato il periodo di prova. Questo è il primo requisito richiesto. Vediamo adesso quali sono i documenti previsti per poter stipulare questo contratto che permette di godere di una certa somma di denaro.

  • Codice Fiscale
  • Carta d’identità valida
  • Modello CUD e ultima busta paga percepita

È necessario che siano soddisfatti i requisiti relativi all’assumibilità del dipendente pubblico e che questi siano garantiti dal datore di lavoro. Per cui in presenza di queste rassicurazioni sarà semplice ottenere la somma di denaro desiderata. Ricordiamo che questo metodo è sicuro, soprattutto per il finanziatore.

Cessione del quinto e prestito con delega

Quando si parla di dipendenti pubblici bisogna tener conto dello stipendio che viene percepito nell’arco di un anno. Per questa ragione si ritiene che più sarà alto lo stipendio, più il prestito da richiedere potrà avere un valore alto.

Il prestito con delega è assimilabile alla cessione del quinto?

Il prestito con delega si ritiene assimilabile alla cessione del quinto. Il nome che viene dato per questa eventualità di prestito è cessione del doppio quinto. I vantaggi che ne derivano in questo caso, sono molteplici.

Considerando che la delega di pagamento permette di far accedere al finanziamento i lavoratori dipendenti assunti presso un ministero o dipendenti pubblici. A differenza della cessione del quinto, si tratta di un diritto del dipendente non opponibile dal suo datore di lavoro. Ciò che caratterizza il prestito con delega quindi, sono queste due caratteristiche: è permesso l’aumento della cifra erogabile netta ed è necessario che vi sia il consenso del datore di lavoro per l’erogazione.

Per contrarre un prestito che si aggiunga alla cessione del quinto prevista per i dipendenti statali, è necessario che vi siano convenzioni specifiche riguardanti il prestito con delega. In questo caso saranno i lavoratori di tutti i ministeri, grazie ad una convenzione tra banche e il MEF (Ministero dell’Economia e Finanza) a predisporre condizioni agevolate. Solo in questo modo sarà possibile garantire la convenienza di stipulare un contratto che preveda la cessione del quinto.

I dipendenti pubblici, quando richiedono le deleghe relative al pagamento possono aggiungere alla busta paga, oltre alla cessione del quinto, un prestito aggiuntivo.

Perché optare ai prestiti dipendenti pubblici e statali

La cessione del quinto in questi casi risulta una modalità di restituzione del prestito estremamente vantaggiosa. Richiedono prestiti dipendenti pubblici, i dipendenti pubblici e statali che in passato abbiano avuto guai finanziari e non solo. Per cui è necessario fare riferimento anche alle categorie di protestati, cattivi pagatori o chiunque abbia subito un pignoramento.

Nella categoria dipendenti pubblici rientrano coloro che godono di un contratto con le forze armate o gli enti locali. Per cui se parliamo di forze di polizia o forze armate in genere, sappiamo che vi è la possibilità di avere l’accesso al credito con il miglior tasso garantito sul mercato. Ciò è possibile grazie ad una convenzione con l’ INPS.

Per quanto riguarda gli enti locali, possono richiedere prestiti dipendenti pubblici e statali che appartengano al comparto pubblico operanti in una certa circoscrizione, prevede che i vantaggi vengano assicurati sempre dall’INPS. Rientrano in queste categorie enti ospedalieri, asl, comuni, province e regioni. In questi casi si parla di prestito privilegiato, poiché questa opportunità viene concordata con l’INPDAP che ha siglato un accordo con Prestitalia. Grazie a questa eventualità è possibile applicare tassi più bassi rispetto a quelli previsti sul mercato di riferimento.

Prestiti pensionati

Prestiti per pensionati: la tranquillità di avere liquidità per realizzare i propri progetti. 

I soggetti muniti di reddito di pensione possono accedere alla richiesta di erogazione di finanziamenti, con lo scopo di ottenere liquidità immediata, a condizioni più favorevoli e vantaggiose rispetto a quelle dei soggetti muniti di busta paga per lavoro dipendente.
Attualmente sono disponibili diverse soluzioni creditizie sia per i pensionati INPS e INPDAP che per altre forme pensionistiche erogate da altre tipologie di enti previdenziali.

I prestiti per i pensionati dell’Ente Nazionale della Previdenza Sociale INPS.

Tutti i soggetti che percepiscono un reddito di pensione dall’Ente di Previdenza sociale INPS, sia come ex dipendenti del settore pubblico che privato, possono richiedere l’erogazione di finanziamenti convenzionati, usufruendo cosi di numerosi vantaggi, primo tra tutti l’applicazione di tassi di interesse agevolati rispetto alle normali forme di finanziamento riservate ai dipendenti muniti di busta paga.

Inoltre sulla base delle proprie esigenze, fino all’età di ottantasei anni, previa stipula di una polizza assicurativa sul finanziamento, sarà possibile poter scegliere tra diverse tipologie di erogazione di credito,come ad esempio prestiti di breve durata, di tipo pluriennale o con cessione del quinto.

Per quanto riguarda le concessioni di credito pluriennale possono avere una durata di cinque o dieci anni da restituire con 60 o 120 rate a scadenza mensile, con il vantaggio di iniziare a pagare la prima rata dopo due mesi dalla data di emissione del credito, con la possibilità di estinguere il debito anche in anticipo senza che vengano applicate penali.

In linea di massima sugli importi richiesti viene applicato un TAN di circa il 3,5%.
Con la richiesta di finanziamento con cessione del quinto invece la somma erogata verrà rimborsata con rate vantaggiose di importo pari al 20% del cedolino pensione al netto delle imposte, il cui rimborso verrà effettuato direttamente dall’INPS che provvederà a trattenere la quota della pensione impegnata per un quinto per versarla direttamente mensilmente alla società creditrice.

Si fa presente che le condizioni di rimborso e la somma massima erogabile variano sulla base della tipologia di prestito richiesto,mentre per quanto riguarda i tassi di interesse applicati fanno riferimento ai parametri legali aggiornati periodicamente dall’INPS.

Prestiti per pensionati INPDAP

Cosi come per i pensionanti INPS, anche per quelli dell’INPDAP, ossia per gli ex dipendenti delle pubbliche amministrazioni, c’è la possibilità di richiedere dei prestiti agevolati.

Le condizioni di rilascio e le modalità di rimborso per questa categoria di pensionati sono simili a quelle applicate per i pensionati INPS, considerato anche il fatto che già da tempo i due enti si sono congiunti.

Per cui anche per queste categorie sono valide le clausole relative ai tassi di interesse applicati di tipo agevolato e alla possibilità di scegliere tra le diverse forme di finanziamento di durata breve a lungo termine o con cessione del quinto.

Anche per questa categoria di pensionati sarà necessario che venga stipulata una polizza assicurativa sul finanziamento, a tutela dell’istituto di credito, con un contratto di prestito che non può essere superiore ai dieci anni.

Prestiti per pensionati appartenenti ad altri enti

Oltre ai prestiti per i pensionati INPS e INPDAP vengono erogati prestiti anche a chi rientra in altre categorie di fondi pensioni, come ad esempio:

  • ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici ed Odontoiatri)
  • INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani
  • ENPACL (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei consulenti del lavoro
  • EX ENPALS -Ente nazionale di Previdenza ed Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo
  • INPDAI (Istituto Nazionale Previdenza Dirigenti Aziende Industriali)
  • ENPAF (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Farmacisti)

Prestiti per pensionati ad altri entri previdenziali:caratteristiche e limiti di richiesta

Mentre per INPS e INPDAP i criteri necessari per la richiesta e l’erogazione di prestiti sono più o meno uguali, per gli altri enti pensionistici i limiti di importi massimi da poter richiedere e i tassi di interesse variano da cassa a cassa.
Ad esempio per i pensionati INPGI la somma di erogazione massima prevista è fissata per un importo pari ad € 30.000;

inoltre in base all’età del pensionato sarà eventualmente necessario richiedere la sottoscrizione di impegno al pagamento di un familiare con età inferiore a quella della persona richiedente.

Per quanto riguarda invece i pensionati ENPAM,ENPAF,INPDAI l’accettazione della richiesta degli importi da finanziare sarà valutata sulla base dell’analisi di una situazione dettagliata relativa al cedolino pensione percepito.
Restano comunque valide per tutte le forme pensionistiche le modalità di rimborso previste dalla legge.

Prestiti pensionati: vantaggi

Come si può ben intuire i prestiti dei pensionati risultano avere dei vantaggi non indifferenti, indipendentemente dalla forma pensionistica di appartenenza, sia dal punto di vista dei tassi di interesse applicati, sia per l’agevolazione nelle forme di rimborso delle somme erogate.

Prestiti pensionati: come richiederli

Se sei un pensionato e vuoi richiedere un prestito, la procedura risulterà essere abbastanza semplice;

Basterà recarti nella filiale più vicina con tutta la documentazione relativa ai tuoi cedolini paga, a dimostrazione del reddito di pensione percepito, per essere seguito da un consulente bancario che in pochi e semplici passi, si occuperà di compilare insieme a te la richiesta di erogazione del finanziamento, sulla quale verrà stipulata una polizza assicurativa.

Successivamente, in tempi brevi, verrà elaborata la proposta di finanziamento, che se conclusa con esito positivo, verrà seguita dall’accredito sul proprio conto corrente della somma richiesta.

Successivamente nelle mensilità successive, l’ente di previdenza, in caso di opzione della cessione del quinto, provvederà a trattenere l’im</p>

Cessione del quinto

Quando si parla di cessione del quinto si intende una formula di finanziamento non finalizzato, a tasso fisso, ideale per chi appartiene alla categoria di pensionati o lavoratori dipendenti e non solo, sono ammessi a questo tipo di prestito anche coloro che hanno subito in passato guai finanziari, come protestati, cattivi pagatori e protestati.

La cessione del quinto fa parte della categoria dei prestiti non finalizzati. Ciò significa che la banca o l’istituto di credito che eroga il prestito non può richiedere informazioni circa l’utilizzo del denaro potrà solo fornirlo, previa indagine sulla persona.

Si chiama cessione del quinto perché la rata mensilmente cedibile non può assolutamente superare un quinto dell’importo della pensione o dello stipendio di chi lo richiede. Questi prestiti si basano su un principio fondamentale, coè la stabilità del reddito. Per questo è necessario che il lavoratore possegga un contratto a tempo indeterminato. Solo in questo modo infatti, potrà garantire la sua stabilità di reddito.

Come avviene il rimborso del prestito

Il rimborso con cessione del quinto avviene indirettamente. L’obbligo di restituzione del denaro, dopo la firma del contratto con il richiedente e l’erogazione della somma concordata, si sposta in capo al datore di lavoro o l’ente pensionistico. Infatti saranno questi ultimi due soggetti a restituire il prestito complessivo di interessi, detraendo dalla busta paga o la pensione, la cifra concordata che non potrà mai superare un quinto dello stipendio o della pensione. In questo modo vengono evitati ritardi, dimenticanze e problematiche correlate alle transazioni bancarie.

Accedono a questo tipo di finanziamento anche i dipendenti statali, parastatali, privati, assunti dal almeno tre mesi. I pensionati invece, accedono direttamente alla cessione del quinto senza differenziare l’ente previdenziale che eroga la pensione. Infatti questo potrà essere privato o pubblico.

Per accedere al prestito sarà necessario possedere determinati documenti da mostrare all’istituto di credito che volgerà un’indagine preventiva, prima di concedere il prestito. Per cui servirà la carta d’identità, il codice fiscale. I lavoratori dipendenti dovranno fornire l’ultima busta paga e il modello CUD.

Vantaggi relativi alla cessione del quinto

Vediamo quali sono i vantaggi che derivano dalla stipula di un prestito di questo tipo

 

  • Il prestito che viene erogato con la cessione del quinto, come abbiamo già detto, rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati. Per cui non sarà necessario fornire alcuna motivazione circa l’utilizzo che verrà fatto del denaro erogato. È necessario però, che questi siano utilizzati nel pieno rispetto della legge.
  • Il prestito ottenuto con la cessione del quinto, spesso viene utilizzato come uno strumento adatto al riconsolidamento dei debiti esistenti. In questo modo si può pagare un’unica rata per più prestiti
  • La durata massima del prestito non può superare dieci anni.
  • Come abbiamo già anticipato, questo tipo di prestito permette anche a chi ha avuto in passato problemi di protesti o insoluti, di ottenere una somma di denaro. Ciò è possibile perché la detrazione della rata è essa stessa una garanzia di pagamento.
  • Cosa succede se un dipendente perde il proprio posto di lavoro o il pensionato muore? Per questi due casi, ogni istituto di credito si tutela stipulando in fase di contratto, delle polizze assicurative sulla vita o sul rischio di licenziamento. Queste sono previste per legge e inserite in ogni contratto.
  • Per la richiesta di cessione del quinto non vi è la necessità di interpellare un garante. A volte però, per circostanze particolari questa eventualità può rivelarsi fondamentale. È da citare l’esempio in cui sia necessario richiedere altro denaro cumulando così il debito.

Dipendente privato o pubblico? Chi accede al prestito?

Accedere alla cessione del quinto è possibile sia se si è dipendenti di un’azienda privata o pubblica. È importante sapere però, che è possibile ottenere un prestito che non superi il TFR maturato durante gli anni di lavoro, lo stipendio percepito annualmente e che il datore di lavoro operi con una solidità alle spalle. Per quest’ultimo infatti è richiesto che abbia a suo carico più di sedici dipendenti e un capitale sociale che sia pari o superiore a trentamila euro.

Se a richiedere il prestito sono dipendenti pubblici statali o di municipalizzate, l’importo massimo che è possibile ottenere dipende dallo stipendio percepito annualmente. In questo modo più è alto lo stipendio più il prestito potrà essere di importo alto.

Quando si parla di pensionati INPDAP o INPS, l’importo massimo ottenibile dipende dalla pensione percepita.

È possibile richiedere con la cessione del quinto un doppio quinto?

Richiedere il doppio quinto è possibile se il primo finanziamento sulla busta paga non è rinegoziabile, qualora vi sia la necessità di avere maggiore liquidità. In questi due casi si può richiedere la restituzione del prestito con delle rate mensili pari alla metà del reddito del dipendente. Il tasso di interesse in questi casi, è fisso per tutta la durata del piano di ammortamento. Anche in questo caso non è necessario fornire giustificazione circa la richiesta di denaro.

Il prestito è rimborsato dal datore di lavoro. Questo manterrà una quota dello stipendio e la verserà direttamente all’istituto di credito. Il richiedente non dovrà preoccuparsi di erogare direttamente la somma alla finanziaria ogni mese.

Delega di pagamento con la cessione del quinto

Per chi possiede la cessione del quinto, richiedere un finanziamento aggiuntivo è possibile. In questi casi si può affiancare a questa la rata relativa alla cessione.

Per chi invece possiede un presto con delega può decidere di rinnovare il prestito prima che questo scada. Ciò avviene estinguendo il primo finanziamento. In questo modo si ha la possibilità di accedere al rimborso degli interessi non ancora maturati e agli oneri, recuperando anche liquidità.

Se è in piedi una cessione del quinto e un prestito con delega ma c’è bisogno di integrare un’altra somma di denaro, si potrà decidere di estinguere i due prestiti ed ottenere altro denaro, se il debito residuo non è molto alto. Si può anche decidere di rinnovare il prestito con meno rate, ma aumentare il denaro, pagando solo due rate fino all’estinzione.